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Premio Ugo Betti per la drammaturgia

Storia del Premio “UGO BETTI”

I – EDIZIONE (1963)

La prima edizione del Premio "Ugo Betti" venne presentata, in forma solenne, il 17 gennaio 1963, nella sede comunale di Camerino, alla presenza della Giunta, del Direttivo dell'Azienda di promozione turistica e dei  rappresentanti della stampa. Il sindaco, prof. Libero Polzonetti, a nome della città, bandì il programma celebrativo del decennale della morte di Ugo Betti.

Le celebrazioni si aprirono l'8 giugno, nell'aula degli stemmi dell'Università, con un intervento commemorativo del fratello del drammaturgo, il prof. Emilio Betti, che sollevò qualche polemica nei confronti dei critici di teatro, poiché non riuscivano a parlare di Betti senza fare riferimenti a Pirandello, giudicato il più antibettiano degli autori di teatro. Il primo premio (un milione di lire) fu offerto dai camerinesi, vicini e lontani, che raccolsero la somma grazie ad una sottoscrizione. La partecipazione era aperta a tutti gli autori italiani di un'opera di teatro, che, nella più ampia libertà di espressione e di interpretazione, tenesse fede all'alto impegno etico e spirituale che fu proprio del Betti. La Giuria giudicatrice dei lavori pervenuti era presieduta da Mario Apollonio e composta da Orazio Costa, Diego Fabbri, Eva Maltagliati, Mario Raimondo. Segretario: Mario Pelosi.

Tra le cinquanta opere pervenute, la Giuria scelse “Daccapo", di Plinio Acquabona ex-aequo con "I condottieri" di Claudio Novelli. Le due opere vennero pubblicate ne "Il dramma", luglio-agosto 1964, n° 334-335, a. 40°. Dalla cerimonia conclusiva, che si tenne nell'Aula Magna dell'Università, emerse l'importanza dell'iniziativa, sottolineata anche dal Prof. Apollonio che la giudicò diversa da tanti altri premi letterari, perché si elevava ad un livello notevolissimo sullo scenario della drammaturgia moderna. 

II – EDIZIONE (1965)

Il 30 gennaio 1965, l'Azienda di soggiorno e turismo, per iniziativa del presidente, prof. Domenico Cavallaro e di alcuni collaboratori, tra i quali il dott. Angelo Raponi e il rag. Montecchi, diede vita al "II Premio teatrale Betti", che assumeva così cadenza biennale.

Fedele alla  prima  nel contenuto del bando, la seconda edizione subì lievi ritocchi nella composizione della Giuria: ad Apollonio, presidente, Fabbri, Fiocco, Fratelli, Maltagliati e Pelosi si aggiunse Antonio di Pietro. Il programma prevedeva anche una rappresentazione di un testo bettiano, "L'aiuola bruciata", messa in scena sabato 28 agosto al teatro Filippo Marchetti dalla compagnia "Tre maschere" di Pina Renzi. Fu un grande successo di pubblico.

Domenica 29 agosto,  la città  si  presentò,  per  onorare  i  vincitori,  sotto  una  nuova  veste: dalle finestre del palazzo vescovile pendevano pennoni di diverso colore, raffiguranti gli stemmi del comune e della famiglia signorile dei Da Varano, che si ripetevano, alternandosi, secondo una coreografia ben studiata.  Sui trentaquattro concorrenti la spuntò Nicola Saponaro con l'opera "La traccia". Anche questo secondo premio, a giudizio dei più, migliore del primo, mostrò alla nazione che la cultura teatrale italiana aveva raggiunto un ottimo livello e che un premio di teatro può diventare un creatore d'arte.

III – EDIZIONE (1967)

Nel 1967, a causa di un ritardo nel rinnovo del Direttivo dell'Azienda di soggiorno, il premio corse il rischio di non essere bandito. Il Prof. Domenico Cavallaro e i suoi collaboratori pensarono di ripiegare su un più rapido concorso di poesia. Solo l'autorevole intervento di Apollonio riuscì a scongiurare un tale pericolo e il bando della terza edizione venne, sia pure tardivamente, diffuso.

Tutta la cerimonia seguì la stessa formula, già sperimentata con successo, e la Giuria, sempre presieduta da Apollonio, assegnò, ex-aequo,  il terzo Premio "Ugo Betti" a Giorgio Fontanelli, "Una storia di mare" e a Piero Scanziani, "Alessandro".  La medaglia del Presidente della Repubblica venne assegnata all'opera "In paradiso verso sera”  di Antonio Greppi. Il 27 agosto, prima della consegna dei premi, il prosindaco, prof. Ennio Moneta, aprì i lavori conferendo la cittadinanza al prof. Gerard Radke dell'Università di Berlino, eminente studioso di antichità  camerti.  Al termine della cerimonia, Apollonio parlò di "assoluta realtà" del premio nel mondo letterario italiano "a cui bisogna senz'altro corrispondere". Per tutta risposta, invece, con il 1967, la scadenza biennale s'interruppe e, negli anni successivi, nonostante i ripetuti inviti del prof. Apollonio, il Premio venne destinato a diversi generi letterari: la poesia per l'infanzia, la letteratura per la montagna ....

I continui cambiamenti non giovarono al Premio e tanto meno alla riscoperta dell'autore e delle sue opere, completamente caduti nel dimenticatoio.

VII – EDIZIONE (1988)

Il Premio "Ugo Betti"  ritorna alla drammaturgia con una edizione  prestigiosa e ricca di iniziative: a margine del premio, assegnato  a Mario Angelo Ponchia, per il vigore delle scritture e l'attualità della problematica del suo dramma "Fiori di campo", da una giuria composta da Giovanni Antonucci, Alfredo Barbina, Orazio Costa, Alfredo Luzi e presieduta da Franz De Biase, si è svolto il convegno "Ugo Betti e la critica".  Le relazioni  degli illustri  studiosi  intervenuti sono state raccolte in un volume di indiscusso valore critico-letterario, estremamente utile per la comprensione delle problematiche bettiane.  Le manifestazioni si conclusero con una superba messinscena del dramma "La regina e gli insorti", magistralmente interpretata da Francesca Benedetti.

VIII – EDIZIONE (1992)

In occasione del centenario della nascita di Ugo Betti, il premio, su saggia decisione dell'Assessore alla cultura prof. Enzo Fanelli,  ritorna al teatro.  La  giuria,   presieduta dal prof. Leone Piccioni,  purtroppo, non assegna il primo premio in quanto le opere concorrenti erano poche e giudicate di  mediocre qualità. 

L'impegno degli organizzatori, tra i quali alcuni professori dell'Università di Macerata,  è stato massimo ma il Premio non poteva  andare diversamente. Dopo un così lungo silenzio era difficile richiamare l'attenzione e riconquistare subito credibilità e fiducia da parte degli autori. Il disorientamento, creato dalle continue variazioni e dal mancato rispetto della scadenza biennale, era troppo diffuso. Comunque agli organizzatori va riconosciuto il merito di aver restituito al Premio il significato per cui era nato e di averlo  ricondotto  sulle linee tracciate, con successo,  da Apollonio nel corso delle prime edizioni.  Il programma del centenario ha proposto importanti celebrazioni, alcune delle quali organizzate, come già ricordato,  con la collaborazione degli Atenei di Macerata e di Camerino. Lo straordinario convegno "Ugo Betti letterato e drammaturgo", apertosi, il 5 giugno 1992, a Macerata nell'Aula Magna dell'Università e proseguito a Camerino, nei giorni 6 e 7 giugno, ha registrato l'intervento di quindici relatori le cui relazioni,  raccolte e curate dal Prof. Alfredo Luzi, sono state  pubblicate con lo stesso titolo del convegno.

Le celebrazioni si sono concluse con la proiezione del film "Woman in the wind", tratto da "Delitto all'isola delle capre" e con la messinscena de "Il vento notturno" da parte della Compagnia "O. Calabresi" di Macerata nel teatro "Lauro Rossi" della stessa città.  Con tale spettacolo la Compagnia Calabresi  ha conquistato il premio SIAE .

IX  - EDIZIONE (1995)

La nona edizione ha registrato diversi cambiamenti: all'Assessore Fanelli, eletto sindaco, subentra il prof. Vincenzo Scuri, che, avendo condiviso la scelta di ricondurre il premio alla produzione teatrale,  ha cercato di recuperare il prestigio della manifestazione e di conferirle  maggiore compiutezza arricchendo la formula consueta.

Al  premio per la drammaturgia (testo) sono stati aggiunti  un premio per la scenografia (scena) delle opere bettiane e  un riconoscimento da conferire ad un attore o ad un’attrice (voce) che si è distinto nell'interpretazione dei testi di Betti. In tal modo gli organizzatori hanno inteso riconoscere i tre elementi fondamentali dell'attività teatrale: La produzione dei testi (Testo); l'allestimento scenografico (Scena) e l’interpretazione (Voce).

Il IX Premio "Ugo Betti" è stato assegnato il   15 Maggio 1995.  La giuria, composta da Giovanni Antonucci, Franco Musarra, Mario Guidotti, Elio Fiore, Giuseppe Neri, Alfredo Luzi, Mario Petrucciani, Orazio Costa Giovangigli, Michele dell'Aquila,  Alvaro Valentini, Rodolfo Di Biasio, Giorgio Barberi Squarotti, Ugo Ronfani, Antonio Bittarelli, Huguette Hatem Weil, Luigi Fontanella e presieduta dal Prof. Leonardo Mancino, per la  mancata presenza del Prof. Mario Petrucciani, ha proclamato vincitore, tra i sessanta concorrenti (numero elevatissimo a confronto dei sei del 1992, di cui alcuni molto noti Magris, Chiti, Del Serra ...), Italo Alighiero Chiusano, con l'opera  "Consideratemi un sogno", edita dalla casa editrice S. Paolo.

Il premio per la migliore scenografia è andato all'artista di origine fermana Gian Carlo Scarfini, che ha realizzato i sei bozzetti per "Il cacciatore d'anitre". A Valeria Moriconi è stato attribuito il riconoscimento per l'interpretazione delle opere bettiane. A conclusione della cerimonia, al cinema teatro "Ugo Betti", viene rappresentato dalla Compagnia dell'Atto di Roma il dramma “Corruzione al palazzo di Giustizia”.  Lo spettacolo è stato introdotto da  Giovanni Antonucci, critico e storico del teatro e membro della Commissione RAI per il "Premio Italia" e i rapporti internazionali.  La mattina successiva, preceduto da un incontro-dibattito con gli attori, il dramma è stato replicato  per gli studenti delle scuole cittadine, già coinvolti anche con un concorso "Ugo Betti per i giovani" e con una rappresentazione “Un ragazzo”, tratto dalle opere di Betti e messo in scena da giovani liceali, con la collaborazione del CURC. Il numero elevato  dei concorrenti e la notorietà di molti di essi, hanno permesso al premio di fare un significativo "salto di qualità" che ben fa sperare per le prossime edizioni.

X  - EDIZIONE (1997)

La X Edizione del premio "Ugo Betti" sempre per la drammaturgia, la scenografia e l'interpretazione,  slittata al 28 marzo 1998 a causa del terremoto, ha registrato un incremento nel numero dei partecipanti, arrivato a novantanove. Un record assoluto e un successo meritato, dato l'impegno assiduo e costante del Comitato organizzatore nel promuovere la manifestazione.

La Giuria, presieduta da Giovanni Antonucci e composta da Franco Musarra, Alfredo Luzi, Luigi Fontanella, Leonardo Mancino, Aldo Scimè, Mario Mattia Giorgetti, Ugo Ronfani, ha assegnato il Premio a Mario Luzi per l'opera “Felicità turbate”. Il dramma di Mario Luzi si è distinto, tra quelli concorrenti,  per la sua originalità e per l'alto valore poetico che non va a discapito della sua struttura drammatica. La Giuria ha deciso poi di assegnare la medaglia d'argento, offerta dal Presidente della Repubblica, a Stefania Porrino con l’opera "Fuoco di sagittario", per la sensibilità con cui l'autrice è riuscita è riuscita a far rivivere la figura di intellettuale e poeta di Pietro Cimatti, immagine esemplare di autore controcorrente.

A Corrado Maurizio, autore di  un lavoro per "Corruzione a Palazzo di Giustizia", è andato il premio per la scenografia, mentre a Corrado Pani, quale interprete del giudice Cust in "Corruzione a Palazzo di Giustizia", sotto la regia di Orazio Costa, è stato assegnato il riconoscimento per l'interpretazione. Al termine della cerimonia i ragazzi del CURC hanno messo in scena un interessante recital "Ugo Betti tra impegno e sentimento".

XI – EDIZIONE (1999)

Nel Settembre 1998 viene bandita l'undicesima edizione del  premio "Ugo Betti” per la drammaturgia, la scenografia e l'interpretazione.  Ampia e intensa è stata la diffusione del bando attraverso le riviste specializzate e gli altri mezzi di comunicazione.  Le richieste di informazioni provenienti dalla Sicilia come dal Piemonte,  testimoniano che ormai il premio "Ugo Betti"  ha veramente raggiunto risonanza nazionale. Il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, ha concesso l'Alto Patronato e la medaglia d'argento. La Compagnia del Teatro stabile di Ancona, sotto la regia di Ninni Bruschetta, ha preparato e rappresentato, al Teatro "Filippo Marchetti",  a conclusione della cerimonia finale del Premio e  in prima nazionale, “Corruzione al Palazzo di Giustizia”. 

La Giuria, presieduta da Giovanni Antonucci, è composta da Mario Guidotti, Alfredo Luzi, Leonardo Mancino, Franco Musarra, Giuseppe Neri, Huguette Hatem Weil, Alberto Sensini, ha assegnato il primo Premio a "Guerra di sogni" di Maura Del Serra con la seguente motivazione: "Il dramma, con un sapiente uso dell'ironia e in un linguaggio che coniuga tradizione e innovazione, rappresenta la crisi dei valori di fronte all'egemonia totalizzante della civiltà tecnologica".

La commissione giudicatrice composta da critici, operatori teatrali e intellettuali italiani, francesi e belgi, ha inoltre assegnato un premio all'attrice Francesca Benedetti per le sue interpretazioni bettiane.  La giuria ha poi segnalato le opere di Maria Pia Daniele, Enzo Giacobbe, Raffaele Manna, Mauro Pezzati e Mario Mattolini. La medaglia del presidente della Repubblica è stata attribuita a “Giochi di famiglia” di Claudia Poggiani e Rosy Gargiulo. Il premio Betti per l'interpretazione è andato a Francesca Benedetti, sottile e raffinata interprete de “Il vento notturno” e “La regina degli insorti”, messi in scena da due maestri della regia come Orazio Costa e Krzysztof Zanussi.

XII – EDIZIONE (2001)

Nel corso dell’anno viene istituito un gruppo di lavoro per la costituzione di un centro studi che si occupi della riscoperta del drammaturgo camerte. Nel 2001 il premio, organizzato dal Comune di Camerino con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Macerata e dell’Università degli Studi di Camerino e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è arrivato alla dodicesima edizione. Il bando ha previsto tre sezioni: “Drammaturgia”, “Studi e ricerca” e “Tesi di Laurea”.

La Giuria è composta da Renzo Tian (Presidente) commissario straordinario dell'Ente Teatrale Italiano (ETI), Antonio Audino critico teatrale de "Il Sole 24 Ore", Ugo Chiti regista e autore teatrale, Marco De Marinis docente di storia del teatro e dello spettacolo presso il Dams di Bologna, Nico Garrone critico teatrale de "La Repubblica", Paolo Puppa docente di Storia del teatro e dello spettacolo all’Università di Venezia e Claudio Vicentini docente di Storia del teatro e dello spettacolo all'Istituto Universitario Orientale di Napoli. Sono pervenute alla segreteria del premio 134 testi teatrali, una tesi di laurea e un saggio per un totale di 136 partecipanti. La cerimonia di premiazione si è tenuta il 16 giugno 2001 al Teatro Filippo Marchetti di Camerino.

L’opera vincitrice della sezione “Drammaturgia” è stata  “Pesach/Passaggio” di Laura Forti, 35 anni di Firenze.  Motivazione: All'interno della cornice di un cerimoniale antico e incrinato, ma che ancora fa valere la sua costrittiva presenza (una Pasqua ebraica), si consuma un rito di disgregazione familiare: risentimenti, avversioni, intolleranze, tentativi di rappacificazione, sordi rancori ed affetti repressi si liberano e si scaricano senza clamori, ma con tragica risonanza. Il dramma si impone per un suo linguaggio asciutto e spezzato, pronto per la scena, dove gli oggetti e i sentimenti subiscono un costante processo di astrazione: schegge impazzite di una quotidianità dentro la quale si annidano destini nascosti e si combatte una guerra che va finalmente a smorzarsi nella palude dell'indifferenza e della stanchezza.  Premio: un assegno di 5 milioni di lire, medaglia "Cane marino" realizzata da Gino Marotta, pubblicazione dell'opera con la Bulzoni Editore. Sempre nella sezione “drammaturgia” vengono segnalati i lavori: “Alchimia dell'avaro” e “Il compleanno dell’imperatore”. “Alchimia dell’avaro” è l’opera di Gennaro Francione, 51 anni di Casalpalocco (RM). Motivazione: Utilizzando una tipologia di personaggi, situazioni e modalità drammaturgiche caratteristiche della tradizione della commedia napoletana classica, l'autore di "Alchimia dell'avaro" costruisce un testo di estrema solidità ed efficacia, in cui i più collaudati meccanismi della comicità popolare recuperano la loro piena funzionalità nell'intreccio dell'azione. Il sapiente uso della lingua nelle più colorite espressioni dialettali, nonché l'estrema capacità di scatenare pienamente la violenza dei risvolti grotteschi che nascono dall'intreccio della vicenda, rivelano una singolare padronanza degli strumenti compositivi del testo teatrale. La commedia si presenta così come il prodotto di un'operazione particolarmente colta e raffinata, offrendo al tempo stesso l'effettivo materiale per un possibile esperimento di messa in scena. Premio: Medaglia della Presidenza della Repubblica.  “Il compleanno dell'imperatore” è invece il testo di Pia Fontana, 48 anni di Venezia. Motivazione: "Il compleanno dell'imperatore", commedia in due atti, presenta un nero interno borghese, all'insegna della famiglia inferno, disfatta nel conflitto generazionale, nell'imminenza d'una cerimonia celebrativa in terra friulana e nella prova generale d'una sfilata nostalgica di ritualità e ideologie asburgiche. Uno scenario da "Pugni in tasca di Bellocchio", visibilmente nobilitato da vestizioni di lontana memoria pirandelliana (vedi Enrico IV), assicura atmosfere claustrofobiche e smanie luttuose. L'indeterminazione spazio-temporale imprime al quartetto (padre in piena hybris di industriale parvenu, madre ossessionata da problemi di peso, i due figli incalzati da pruriti incestuosi e da velleità ribellistiche presto rientrate) un dialogo dal ritmo sfrontato, tra motivi iterati e furori sadomasochisti. Non mancano echi dalla satira grottesca di Sternheim, magari aggiornati da livori pasoliniani, così come da iconoclastie e irriverenze bernhardiane. Vi circola altresì una freschezza plurilinguistica, tra emersioni dialettali, citazioni teutoniche e slang anglofoni che ravvivano ulteriormente il tessuto discorsivo. Le stereotipie agili dovrebbero trovare un felice riscontro nella verifica scenica.  Premio: Medaglia della Presidenza della Provincia di Macerata. 

Menzione della giuria per l’opera “Pazzi” di Luigi Gerardo Maccione Rodriguez, 33 anni di Roma al quale viene consegnata la Medaglia dell'Università degli Studi di Camerino. I premi delle sezioni “Studi e ricerca” e “Tesi di laurea” non vengono assegnati.

Il Premio alla carriera viene assegnato all'attrice Anna Maria Guarnieri  alla quale va il trofeo realizzato da Gino Marotta.

XIII – EDIZIONE (2003)

Nel corso del 2002 viene ufficializzato il Centro Studi Teatrali e Letterari Ugo Betti, organismo di studio, programmazione, iniziativa ed organizzazione, su incarico e per conto del Comune di Camerino, in ordine al Premio Ugo Betti per la drammaturgia ed alle altre attività di promozione del teatro e delle altre forme di spettacolo nonché di valorizzazione della produzione letteraria.

Sempre nel 2002 si è svolto il “Premio Ugo Betti per i giovani” rivolto alle scuole elementari, medie e superiori della provincia di Macerata, che, a partire da questo anno, si alternerà con il Premio nazionale per la drammaturgia, e viene reso noto il bando della XIII edizione del Premio “Ugo Betti per la drammaturgia”, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Per la XIII edizione del 2003, anno in cui ricorre il 50° della morte di Ugo Betti, rimangono confermate le tre sezioni (drammaturgia, studi e ricerca, tesi di laurea) e la pubblicazione dell’opera vincitrice nella collana bettiana, la collezione che il Comune di Camerino, in collaborazione con l’Università degli Studi di Camerino, ha ideato e dedicato all’illustre drammaturgo camerte. Il numero 1 della collana è proprio il dramma “Frana allo Scalo Nord” di Ugo Betti, presentato ufficialmente nel maggio 2002 in occasione della cerimonia di premiazione del “Premio Ugo Betti per i giovani”, mentre il numero 2 è il lavoro teatrale “Quattro Bombe in Tasca” di Ugo Chiti. La collana bettiana si è poi arricchita del n. 3. rappresentato dal volume “Pesach/Passaggio” di Laura Forti, vincitrice della XII edizione del Premio Ugo Betti per la drammaturgia. Quest’ultimo volume è edito dalla “Bulzoni editore”, casa editrice con la quale il Comune di Camerino ha raggiunto un accordo per la pubblicazione delle opere vincitrici delle prossime edizioni del Premio Ugo Betti per la drammaturgia.  Il premio viene quindi presentato nel mese di maggio al Salone del Libro di Torino.

Nel corso dell’anno bettiano il Centro studi ha organizzato, proprio l’8 giugno, data della morte dell’autore, un incontro dal titolo “Essere uomini è questo” con l’autorevole intervento del prof. Emilio Pozzi e la lettura di un brano da “Corruzione al Palazzo di Giustizia” da parte dell’attore Giovanni Moschella.

Nel mese di luglio viene organizzata la rassegna cinematografica “Il cinema e Ugo Betti. Le sceneggiature degli anni Quaranta” a cura di Angelo Olivieri e nel Tempio Ducale dell’Annunziata film introvabili quali: L’Assedio dell’Alcazar (1940), E’ caduta una donna (1941), Bengasi (1942), Un pilota ritorna (1942), Inferno giallo (1942), Corruzione al Palazzo di Giustizia (1975). Viene anche realizzato il volume “Il cinema di Ugo Betti”, le sceneggiature degli anni Quaranta.

18 ottobre 2003 si tiene la cerimonia di premiazione della tredicesima edizione e rimangono le stesse tre sezioni dell’edizione precedente: “Drammaturgia”, “Studi e ricerca” e “Tesi di laurea”. Pervengono alla segreteria del premio 239 testi teatrali, 2 saggi e tesi di laurea per un totale di 244 partecipanti. Per la sezione drammaturgia vince “L’Europa si salva” di Ubaldo Soddu di Roma. Motivazione: Un nonno, incerto tra funzione pedagogica e pulsioni morbose. Lola, sua nipote, inquieta e viziata femme fatale. In più, quattro strani animali - leone, gorilla, lince, struzzo - scappati dallo zoo in cerca di libertà, diretti dall'Africa al cuore dell'Europa, decisi a lottare contro l'egemonia dell'uomo bianco. Questa la partenza suggestiva di L'Europa si salva di Ubaldo Soddu, che la giuria della XIII edizione del Premio Ugo Betti, all'unanimità ha scelto quale testo vincitore. Copione eccentrico, insolito e coraggioso nella misura in cui privilegia l'apologo e la favola surreale-grottesca. I registri leggeri, lo sberleffo continuo, i colpi di scena spiazzanti e vertiginosi nella dialettica tra umano e animalesco, l'impaginazione a cartoon irridente, non tolgono alla commedia una singolare attualità rispetto alle tensioni etnico-religiose, alle minacce apocalittiche e militari, alle esplosioni dei movimenti no global, insomma all'orizzonte precario e conflittuale che incombe oggi sulla quotidianità e sulla vita privata di tutti. Inoltre, il gioco ironico e aereato delle battute, l'ambigua costruzione del personaggio sospeso tra simboli zoomorfi e velleità ideologiche, inscrivono la partitura in un'illustre tradizione drammaturgica nostrana che dalla antica memoria carnevalesca risale alle levità novecentesca di Sergio Tofano e, più recentemente, di Giuliano Scabia. Non mancano pointes che rimandano altresì alla foire antropologica e al versante europeo-orientale. Affidato a una messinscena qualificata quest'opera potrebbe rappresentare un evento nello stagnante panorama del nostro teatro. Premio: Assegno di € 2.600, medaglia del Presidente della Repubblica e pubblicazione dell'opera con la Bulzoni Editore

Nella sezione drammaturgia vengono anche segnale le opere “Bresvoort” e “Il sogno di Pablo”. “Bresvoort” di Leonardo Rizzi  di Casamassima (BA) Motivazione: La segnalazione per Bresvoort giunge dopo un'attenta analisi della sua struttura. Bresvoort è un testo solido, dalla coerenza interna e dal ritmo drammaturgico apprezzabili. Si inserisce così nel solco della più interessante scrittura per la scena italiana contemporanea. Il lavoro gode anche del fascino dell'imperfezione, del non finito, della possibilità di un futuro che in ogni momento si presta a essere rimesso in discussione con consapevolezza. Con i suoi due personaggi che interagiscono sullo sfondo della guerra d'Africa, l'uno specchio dell'altro, l'uno ancora, proiezione del sentire altrui, il testo ci invita a giocare con le ombre, con le sensazioni del già vissuto, le nostre compagne quotidiane. Il mare, infine, luogo dell'azione. È un elemento i cui segreti l'autore, originario di Bari, dimostra di conoscere bene. In Bresvoort, anche se il mare è evidentemente un altro, ci sono tutte le pagine costitutive del suo Adriatico, questa affascinante lingua d'acqua che guarda a Oriente, verso la dimensione di un Altrove che ci appartiene, che è in ciascuno di noi. Premio: Medaglia bettiana realizzata da Gino Marotta. “Il sogno di Pablo” di Tommaso Santi  di Prato. Motivazione Una guerra che forse non esiste, una famiglia devastata al suo interno dalle conseguenze del conflitto, una storia di adulterio destinata a concludersi con l'omicidio e la vendetta. Realtà o incubo del protagonista? Con abile, quanto intrigante, gioco di sovrapposizione tra diversi piani onirici, Il sogno di Pablo intreccia, con solidità d'impianto drammaturgico, diversi temi e generi. C'è la guerra, senza tempo e senza nome, usata come strumento di controllo sociale, c'è un potere di gusto orwelliano che si serve dei media per plasmare una realtà virtuale, c'è il melò che si consuma tra le mura domestiche e il noir onirico che avvolge tutta la struttura drammatica. Per il sapiente utilizzo di differenti registri e meccanismi drammaturgici, per i dialoghi serrati e di ben ritmata dicibilità scenica e per le atmosfere inquietanti, sempre in bilico tra realtà e finzione, la Giuria del premio Betti edizione 2003 ritiene Il sogno di Pablo meritevole di segnalazione. Premio: Medaglia bettiana realizzata da Gino Marotta.

Tra le opere finaliste ci sono anche i testi “Erotomania” di Eduardo Fiorito di Roma e “Attento alla cioccolata, Callaghan! L'incredibile caso Aulait-von Dent” di Mauro Cattivelli e Paolo Quattrocchi di Roma.

La vincitrice nella sezione tesi di laurea è Greta Balduini di Milano con la tesi "Il teatro di Ugo Betti" discussa all'Università degli studi di Milano Facoltà di Lettere e Filosofia Corso di Laurea in lettere Moderne. Il premio per la sezione "studi e ricerca" non viene assegnato.

Il Premio alla carriera viene assegnato all'attrice Giulia Lazzarini alla quale va il trofeo realizzato da Gino Marotta. Motivazione: Il Centro Studi Teatrali e Letterari Ugo Betti ha deliberato all'unanimità di assegnare all'attrice Giulia Lazzarini il Premio Betti alla carriera edizione 2003 per le sue grandi doti di interprete sensibile e particolarmente preparata sul piano culturale e professionale, doti che le hanno consentito nel corso della sua carriera di affrontare con risvolti psicologici moderni sia i grandi classici, sia i testi di importanti autori contemporanei. La signora Lazzarini è stata inoltre raffinata interprete di due produzioni televisive bettiane: Corruzione al Palazzo di Giustizia (Elena) del 1966, Una bella domenica di settembre del 1984.

La giuria è composta: Renzo Tian (presidente) docente universitario, critico teatrale, già commissario straordinario dell'Ente Teatrale Italiano (ETI); Antonio Audino - critico teatrale del "Sole 24 Ore"; Claudia Cannella - direttore responsabile della rivista teatrale "Hystrio"; Pierfrancesco Giannangeli - giornalista e docente a contratto dell'Università di Macerata; Marco De Marinis - docente di storia del teatro e dello spettacolo al Dams di Bologna; Paolo Puppa - docente di storia del teatro e dello spettacolo all'Università di Venezia e Claudio Vicentini - docente di storia del teatro e dello spettacolo all'Istituto Universitario Orientale di Napoli.

Il 31 ottobre al Teatro “Filippo Marchetti” viene messo in scena “Corruzione al Palazzo di Giustizia”di Ugo Betti elaborazione e regia di Gianni Mantesi con Maurizio Scattorin, Ilaria Salonna, Elio Aldigretti, Antonio Guidi e Giuliano Tomas.

A fine anno viene bandito il Premio artistico-letterario Ugo Betti per i giovani per la scuola elementare, media inferiore, media superiore della Regione Marche.

XIV – EDIZIONE (2005)

Il Premio Ugo Betti per i giovani si svolge, come ormai di consueto, nell’anno in cui non c’è quello più importante dedicato alla drammaturgia. Sabato 22 maggio 2004 nella sala consiliare del Palazzo Bongiovanni, sede del Comune di Camerino, si è tenuta la cerimonia di premiazione del Premio artistico-letterario "Ugo Betti per i giovani", edizione 2004. La giuria, composta da Eulalia Caterina Mura (presidente), Giuseppe De Rosa, Pierfrancesco Giannangeli, Donatella Pazzelli e Alberto Pellegrino, all'unanimità, ha espresso i seguenti giudizi: Scuola Elementare - Sezione poesia 1° Premio: "La guerra" di Niccolò Gentilucci classe V Scuola elementare "De Amicis" - Pieve Torina Motivazione: La composizione emerge per l'attualità drammatica del tema e per la sensibilità nei confronti dell'evento espressa con i sentimenti di un bambino. 2° Premio: "La morte degli uccellini" di Annarita Boldrini classe IV Scuola elementare "De Amicis" - Pieve Torina Motivazione: Il rapporto tra l'uomo, la natura e la morte è analizzato con la delicatezza e la sensibilità dell'infanzia.  Scuola Media Inferiore - Sezione poesia Premio: "Autunno a Camerino" di Daniele Maraviglia Classe III A Scuola media "G. Boccati" - Camerino Motivazione: Il testo rievoca vagamente sensazioni bettiane legate all'ambiente camerinese.  Scuola Media Inferiore - Sezione narrativa 1° Premio assoluto Ugo Betti per i giovani 2004: "L'alba della speranza" di Paolo Compagnucci (foto sotto) Classe III A Scuola media "G. Boccati" - Camerino Motivazione: Il giovanissimo autore tocca un tema difficile - quello del viaggio dei clandestini verso una nuova speranza - con profonda sensibilità e misura. Dal punto di vista tecnico il racconto si segnala per il rigore strutturale, per la capacità di sintesi, per l'uso consapevole della punteggiatura e per l'eleganza del linguaggio. Segnalazione: "Lorenzo" di Andrea Magini Classe II Scuola media "L. Allevi" - Camerino Motivazione: Il tema dell'emigrazione, con le lacerazioni che provoca, viene analizzato con una discreta tensione fino a una conclusione velata di malinconia.  Scuola Media Superiore - Sezione contributo critico Segnalazione: "Guerra: dolore al di sopra di tutte le ideologie politiche" di Riccardo Bonacucina, Sara Fiorgentili, Andrea Orpianesi Classe IV L Liceo Sociopsicopedagogico e linguistico "C. Varano" - Camerino Motivazione: Gli autori del lavoro, pizzicando le corde della recensione, una tecnica che dimostrano di conoscere con una buona approssimazione, analizzano le tematiche del film "Bengasi" mettendole in relazione alla drammatica attualità della guerra. Scuola Media Superiore - Sezione Drammatizzazioni in testo scritto o rappresentazione in video Premio speciale della Giuria: "Una Magnifica Domenica di Settembre" di Daniele Particelli (foto sotto) Classe IV L Liceo Sociopsicopedagogico e linguistico "C. Varano" - Camerino Motivazione: Il premio speciale della Giuria del Premio artistico-letterario "Ugo Betti per i giovani" viene assegnato al trattamento e alla sceneggiatura intitolata "Una Magnifica Domenica di Settembre", liberamente ispirati alla commedia di Ugo Betti "Una bella domenica di settembre" per l'impegno dimostrato dal giovane autore nel ridurre il testo di teatro a una sintesi adattabile al linguaggio televisivo.

All’inizio dell’anno 2005 la nuova Amministrazione comunale e il rinnovato Centro studi teatrali e letterari Ugo Betti rendono reso noto il bando della XIV edizione del “Premio Ugo Betti per la drammaturgia”. Tre le sezioni in cui si articola il concorso: drammaturgia; studi e ricerca; tesi di laurea. Alla prima possono partecipare opere teatrali (inedite) di autori italiani e stranieri viventi, di data non antecedente il 1° gennaio 2000. Sono ammesse anche opere già rappresentate, purché non pubblicate. Alla seconda sezione invece sono ammessi studi ed edizioni critiche e/o commentate di testi, saggi brevi in rivista, estratti di atti congressuali, editi tra il 1° gennaio 2000 e il 31 maggio 2005 e che abbiano come oggetto specifico d'analisi uno o più aspetti dell'opera bettiana. Infine, per quanto riguarda la terza sezione è possibile presentare tesi di laurea discusse in università italiane o straniere dal 1° giugno 2000 al 31 maggio 2005, aventi per oggetto l'attività letteraria e teatrale di Ugo Betti, la sua formazione culturale o la sua vita.

La giuria del Premio è formata da Renzo Tian (presidente), docente universitario, critico teatrale, presidente della Fondazione Théatre des Italiens e già commissario straordinario dell'ETI; Claudia Cannella, direttore responsabile della rivista teatrale "Hystrio"; Marco De Marinis, docente di storia del teatro e dello spettacolo al Dams di Bologna; Enrico Maggi, attore, autore teatrale e insegnante di recitazione; Massimo Marino, giornalista, studioso e critico teatrale; Anna Maria Monteverdi, docente a contratto di Teoria e Storia della Scenografia al DAMS di Imperia e Paolo Puppa, docente di storia del teatro e dello spettacolo all'Università di Venezia. Il Premio gode dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e del Patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Macerata e delle Università degli Studi di Camerino e Macerata.

Alla scadenza del termine per partecipare alla XIV edizione del "Premio Ugo Betti per la drammaturgia" si registra una partecipazione eccezionale: 249 opere per la sezione drammaturgia, 3 per la sezione studi e ricerche e 6 tesi di laurea.

La cerimonia di premiazione della XIV edizione si tiene sabato 22 ottobre alle ore 17,30 al Teatro Filippo Marchetti di Camerino, con la conduzione del giornalista Franco Di Mare.

Vincitore della sezione "Drammaturgia" è “Otello il nivuru Di Mazzaria”
di Francesco Randazzo (Roma). Motivazione: Otello è un pescatore extracomunitario, un nero che si è perfettamente integrato a Mazara del Vallo, anzi "del Valium", diventando un'autorità cittadina incaricata di occuparsi degli emigrati clandestini che sbarcano a Lampedusa, da lui in segreto cucinati e inscatolati a puntino. La gelosia che scatena il tragicomico finale questa volta non ha per pomo della discordia Cassio ma Emilia, la moglie di Iago, accusata di rapporti omosessuali con Desdemona, mentre è proprio Iago, travestito spesso da donna, a fare frequenti e insistenti avances a Otello (motivo del resto già implicito in Shakespeare). Tra gambe tagliate e teste mozze in un crescendo volutamente inverosimile, il finale è in due tempi: nel primo, Otello e Iago la fanno franca, addossando i delitti ai soliti extracomunitari (nonostante la testimonianza della testa mozzata ma parlante di Desdemona); nel secondo finale, raccontato epicamente da Emilia, i due delinquenti hanno quello che si meritano: Otello è ucciso in carcere e Iago viene fatto fuori dalla stessa Emilia che getta l'asciugacapelli nella vasca da bagno. Questo testo, spudoratamente trash, che può dividere i lettori, è apprezzabile per il modo in cui riscrive e attualizza la tragedia del Moro, facendola precipitare in una spirale di eccessi truculenti-grand guignoleschi scopertamente inverosimili e volutamente intrisi di un gusto kitsch figlio del degenerato immaginario televisivo che ci circonda. Grazie anche a un dialetto siciliano molto lavorato teatralmente e di non difficile comprensibilità, capace di muoversi su più registri stilistici ed espressivi, e grazie soprattutto all'alternarsi sapiente di racconto e di dialoghi, il testo costruisce una drammaturgia che ammicca a più generi popolari e bassi, siciliani e non, dalle vastasate ai pupi, dal grand guignol, appunto, all'avanspettacolo, senza dimenticare gli spietati ritratti di una società allo sbando dei "cinici" film di Ciprì e Maresco e dei colorati musical nella Vucciria di Roberta Torre. Premio: Assegno di € 2.500, medaglia "Canemarino" realizzata dal M° Gino Marotta e pubblicazione dell'opera con la Bulzoni Editore. Vengono segnalati i testi “Kitsch Hamlet”
di Saverio La Ruina (Castovillari - CS). Motivazione: Un Amleto che non si vede mai in versione meridionale, contemporanea, realistica. Amleto non parla, vuol vedere solo la madre, è fuori di testa da quando è andato a fare un "master" in Inghilterra. I suoi tre fratelli sono un campionario dei ventenni di oggi: rozzi, sbracati, violenti, ma anche mammisti e attaccati all'idea del decoro e dell'ordine familiare. La molla del testo sta nell'orrendo ma coerente ritratto dei tre portatori di violenza: è un ritratto che conosciamo.

Premio: Medaglia bettiana realizzata dal M° Gino Marotta e il testo “L'orchestra Di Belzec” di Franco Celenza (Paullo - MI). Motivazione: Poetica ma realistica partitura teatrale, tra voci e musica, nel recupero della memoria collettiva del campo di sterminio nazista di Belzec tra il 1942 e il 1943. La ricerca di una "oggettività" del racconto, degli eventi tragici, si unisce alla toccante e cruda descrizione di ciò che accadde a uomini, donne e bambini, di chi cioè subì la tortura della segregazione, la tortura della camera a gas e la tortura della speranza. Lo scenario in cui si muovono vittime e carnefici mostra efficacemente la follia dell'odio e della guerra.  Premio: Medaglia bettiana realizzata dal M° Gino Marotta. Gli altri testi finalisti sono: “Presto o tardi” di Anna Siccardi (Milano), “La donna che ride” di Fabrizio Bajec (Viterbo) e “La luna in fondo al pozzo” di Tommaso Santi (Prato).

Nella sezione "Studi e ricerca" viene segnalato il lavoro “Ugo Betti, Novelle edite e rare”
a cura di Alfredo Luzi (Porto San Giorgio - AP). Motivazione: La Giuria desidera attribuire una segnalazione al volume "Ugo Betti, Novelle edite e rare" a cura di Alfredo Luzi con il contributo di Lia Fava Guzzetta, Carla Carotenuto e Massimo Fabrizi. Il riconoscimento è rivolto all'iniziativa editoriale (Metauro Edizioni) volta a recuperare e presentare in una pubblicazione organica tutti i testi (editi e inediti) di Ugo Betti con adeguato corredo critico e bibliografico. Premio: Medaglia donata dalla Regione Marche.

La vincitrice della sezione "Tesi di laurea" è la dott.ssa Clelia Fasce che ha discusso la tesi "I testi italiani pubblicati su ""Sipario"" (1946-1951)” - Università degli studi di Genova Facoltà di Lettere e Filosofia Corso di Laurea in lettere Moderne (Relatore prof. Franco Vazzoler). Motivazione: La tesi della dott.ssa Clelia Fasce percorre e analizza i testi di alcuni autori pubblicati su "Sipario" dal 1946 al 1951, accompagnati da commenti critici ai testi e alle rappresentazioni. La scelta che l'autrice fa degli scrittori (letterati, drammaturghi, autori poco noti), la collocazione di ciascuno di loro nel contesto storico-culturale, la fortuna o l'insuccesso delle rappresentazioni, il rapporto non sempre facile tra teatro e letteratura, trovano nell'ampio capitolo dedicato a Ugo Betti una sintesi molto acuta e documentata, un autentico contributo critico a un ritratto dell'autore e dei suoi rapporti con la cultura e la società del tempo. Premio: assegno di 1.500 euro e medaglia donata della Presidenza della Repubblica.

Il Centro studi teatrali e letterari Ugo Betti, organo istituito dal Comune di Camerino per organizzare tutte le attività legate al progetto di riscoperta dell’autore e composto da: Gianluca Pasqui (Presidente), Pierfrancesco Giannangeli (Direttore), Massimo Altobelli, Giuseppe De Rosa, Michela Di Paolo, Massimo Fabrizi, Fiorella Paino e Donatella Pazzelli (Segretaria), nel luglio del 2007 predispone il bando della XV edizione del Premio che si articola in due sezioni: drammaturgia e tesi di laurea.

Lo stesso Centro si attiva per allacciare una serie di contatti (Musicultura, Accademia delle Belle Arti…) e organizzare dei piccoli eventi legati a Betti in città e nel capoluogo di provincia fino alla giornata conclusiva del Premio fissata per il 31 maggio 2008.

XV – EDIZIONE (2008)

L’anno si apre con il primo appuntamento organizzato dal Comune di Camerino e dal Centro studi teatrali e letterari Ugo Betti: “I sapori della letteratura: Ugo Betti e il cibo”, che si è svolto sabato 16 febbraio 2008 alle ore 19,30 al Ristorante "I Duchi" di Camerino. La cena, con ricette tradizionali ispirate alle opere bettiane e curate da Anna Secondari, musiche di Vincenzo Correnti e letture di Massimo Raiconi, è stata preceduta dalla conferenza stampa di presentazione del Progetto "Ugo Betti 2008".

Intanto alla scadenza prevista dal bando di concorso (15/02/2008) sono pervenuti alla Segreteria del Premio 154 testi teatrali di autori italiani e stranieri e 2 tesi di laurea. La giuria della XV edizione del Premio Ugo Betti è composta da: Marco De Marinis (docente di “Storia del teatro e dello spettacolo” e direttore della sezione Teatro al Dams di Bologna - Presidente), Sonia Antinori (drammaturga, traduttrice e attrice), Claudia Cannella (direttore responsabile della rivista teatrale “Hystrio”), Massimo Marino (giornalista, studioso e critico teatrale) e Gilberto Santini (direttore dell’Associazione Marchigiana Attività Teatrali).

Nel pomeriggio del 22 aprile il Centro studi organizza un nuovo appuntamento dedicato al drammaturgo: “Lei al mio fianco guardando… Ugo Betti e le donne” che si tiene al Caffè Concerto di Camerino. Un aperitivo speciale con Sonia Antinori che dà voce alle figure femminili descritte da Betti e con Vincenzo Correnti che cura la parte musicale.

Il 28 maggio 2008 nella sede della Provincia di Macerata si tiene la conferenza stampa di presentazione del "Premio Ugo Betti per la drammaturgia" e del "Premio Internazionale Massimo Urbani 2008" che avranno luogo a Camerino il 31 maggio.

La cerimonia di premiazione della XV edizione si tiene sabato 31 maggio 2008 alle ore 17,00 nella Sala dei Priori del Palazzo comunale Bongiovanni di Camerino, con la conduzione dell’avv. Francesco Rapaccioni.

Vincitore della sezione drammaturgia è Fausto Gentili di Foligno (PG) con il testo “L’equivalente della verità”. Motivazione: Con consapevolezza delle diverse funzioni del testo teatrale, sperimentando attorno ai limiti della drammaturgia odierna, l’autore usa il genere noir per raccontare un delitto politico dei tempi della guerra fredda, ambientandolo in una provincia italiana archetipica. Assunto il canone narrativo del monologo raddoppiandolo e scomponendolo, apre una efficace possibilità nell’ottica di un teatro postdrammatico. Premio: Assegno di 2.000 euro + Medaglia dell’Università degli Studi di Camerino e pubblicazione dell’opera nella Collana bettiana edita da Bulzoni Editore. Segnalazione speciale della giuria per “Dissonorata - Un delitto d'onore in Calabria” di Saverio La Ruina di Castrovillari (CS). Motivazione: Testo riconosciuto dalla giuria di grande potenza drammaturgica, Dissonorata, il cui valore è stato già premiato da altri concorsi, racconta con delicatezza e ironia di toni e profondità di sguardo la storia di una donna vittima dell’ambiente maschilista di un Sud di molti anni fa, rendendosi in un dialetto di non facile lettura metafora di situazioni di violenza ancora attuali. Premio: Medaglia della Presidenza della Repubblica. Segnalazione per il testo “Se ci fosse luce (I misteri del "Caso Moro")” di Giancarlo Loffarelli di Sezze (LT). Motivazione: Testo molto ben documentato e dall’avvincente ritmo drammaturgico. Se ci fosse luce è un ottimo esempio nella tradizione del teatro-inchiesta alla Peter Weiss in forma di oratorio civile che pone inquietanti interrogativi sulle molte verità non risolte del caso Moro. Premio: Medaglia della Regione Marche.

Risultano finalisti di questa edizione i testi “Luigi che sempre ti penza” di Gervasio (Gigi) Borruso e “Volevo dirti” Sabrina Petyx, entrambi gli autori sono di Palermo e ad entrambi è stata consegnata la medaglia “Cane Marino” realizzata dal M° Gino Marotta.

Vincitrice della sezione tesi di laurea è la dott.ssa Maria Miracapillo di Andria (BA) con la tesi "Il teatro di Ugo Betti: Corruzione al Palazzo di Giustizia". Il 22 marzo 2007 con il massimo dei voti e lode la dott.ssa Miracapillo ha conseguito la laurea di Primo Livello in Scienze dell’educazione e della formazione – indirizzo Educatore nei servizi socio-culturali e interculturali presso l’Università degli Studi di Bari, Facoltà di Scienze della formazione, corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione, a.a. 2005/2006. Relatrice prof.ssa Concetta Achilli. Motivazione: Per aver affrontato con attenzione i temi fondamentali del testo e per aver trattato con rigore scientifico l’analisi di uno dei capolavori del teatro di Ugo Betti, qual è “Corruzione al palazzo di giustizia”. Premio: Assegno di 1.000 euro + Medaglia dell’Università degli Studi di Macerata.

Al termine della premiazione in collaborazione con AMAT l’Associazione Mimesis ha presentato lo spettacolo “DARE VOCE - Viaggio tra i testi finalisti del Premio Betti 2008”con Lino Guanciale, Barbara Mazzi, Mariano Pirrello a cura di Claudio Longhi. Alle ore 21,30 al Teatro Filippo Marchetti vincitori, giuria e ospiti hanno assistito al concerto finale del Premio Internazionale Massimo Urbani 2008: “Italian All Star” con Alessandro Lanzoni, piano, Fabrizio Bosso, tromba, Gianni Basso, sax tenore, Massimo Moriconi, basso e Massimo Manzi, batteria.

Domenica 15 giugno 2008 alle ore 18,00 a Macerata viene organizzata “Come una musica. Ugo Betti tra note e parole” che vede come protagonisti Iaia Forte ed il Vincenzo Correnti Quintet a Controra di Musicultura.

Alla fine dell’anno esce il volume “L’equivalente della verità”, doppio monologo con delitto di Fausto Gentili (opera vincitrice dell’edizione 2008 del Premio Ugo Betti per la drammaturgia), edito dalla Bulzoni editore.

Si tratta del sesto volume della collana teatrale bettiana che vede al numero 1 “Frana allo Scalo Nord” di Ugo Betti, al numero 2 “4 Bombe in tasca” di Ugo Chiti e dal numero 3 in poi, editi dalla Bulzoni, sono pubblicati i vincitori del Premio Ugo Betti per la drammaturgia:  “Pesach/Passaggio” di Laura Forte (edizione 2001), “L’Europa si salva” di Ubaldo Soddu (edizione 2003), “Otello il Nìvuru di Mazzària” di Francesco Randazzo (edizione 2005) e infine il testo di Gentili.

Il Centro studi teatrali e letterari Ugo Betti, organo istituito dal Comune di Camerino per organizzare tutte le attività legate al progetto di riscoperta dell’autore, è composto da: Gianluca Pasqui (Presidente), Pierfrancesco Giannangeli (Direttore), Massimo Altobelli, Michela Di Paolo, Massimo Fabrizi, Fiorella Paino e Donatella Pazzelli (Segretaria).

XVI – EDIZIONE (2016)

Dopo ben otto anni di silenzio l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Gianluca Pasqui, dà l’incarico al prof. Pierfrancesco Giannangeli, docente, giornalista e critico teatrale, di bandire una nuova edizione del Premio. Con deliberazione della Giunta comunale n. D.G.C. n. 132 del 15/09/2015 viene approvato il bando di concorso di quella che è la XVI edizione del Premio Ugo Betti per la drammaturgia. La giuria è composta da: Marco De Marinis (presidente), Massimo Marino, Gilberto Santini e dallo stesso Giannangeli. Alla scadenza fissata dal bando per il 31 dicembre 2015 arrivano 74 testi (4 testi su 74 sono scritti a 4 man; su 78 autori 35 sono donne (44,9%) e 43 sono uomini (55,1%) e su 74 opere: 2 - provengono dall'estero (Belgio e USA), 15 – Lombardia, 14 – Lazio, 8 – Marche, 7 – Puglia, 6 – Sicilia, 5 – Toscana, 5 – Campania, 4 - Emilia Romagna, 3 – Umbria, 3 - Liguria, 1 – Abruzzo e 1 – Calabria). La cerimonia di premiazione si tiene a Camerino nel pomeriggio del 29 aprile 2016 e per l’occasione, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, nella Sala consiliare del Palazzo comunale Bongiovanni viene organizzato un convegno: “L’autore teatrale: dalla tradizione dialettale alla scena 2.0”. Dopo i saluti del sindaco Gianluca Pasqui, Fabio Macedoni, autore, tratterà il tema: “Dal teatro dialettale al dialetto che si fa teatro”, Francesca Chiusaroli, docente dell’Università degli studi di Macerata, affronterà l’argomento: “La brevità nella lingua in diacronia” mentre Maria Laura Pierucci, docente dell’Università degli studi di Macerata parlerà di: “Il teatro nel web fra lingua standard e dialetto. Un approfondimento su #teatroinduebattute”.
All'unanimità la giuria presieduta da Marco De Marinis (e composta da Pierfrancesco Giannangeli, Massimo Marino e Gilberto Santini; oltre a Donatella Pazzelli come segretaria) assegna il premio al testo “Pioggia”, di Marco Pezza e segnala alla pari “La gabbia elastica”, di Riccardo Leonelli, e “Il ciclo dell'atropo”, di Rino Marino.
In conclusione viene proiettato un lavoro curato delle classi terze A/B della scuola primaria - plesso “Ugo Betti” di Camerino dal titolo “Ugo Betti. La poesia racconta momenti di vita… e descrive il nostro territorio”.