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PRIMI FREDDI A CAMERINO

Silenzioso il prato
dei bambini stamane; sulla fredda
erba,straniero,tu
solo e settembre andate; le voci chiare,
le corse delle giovinette non più;
non per te era quel gaio chiamare
ma per l'estate
che presto fugge
quassù.
Quando vedete le nespole piangete,
sono l'ultimo frutto dell'estate.


S'ode al paese già
da colmi carri scaricare ciocchi;
sull'uscio, lieta gli occhi
delle provviste, la massaiia sta.
E a te che resterà
o straniero, di tanto
caldo di prati e arioso
mereggiare? Morì
il canto delle cicale
rado
gli ultimi dì.
Quando vedete le nespole piangete,
sono l'ultimo frutto dell'estate.


Rossa la gota,
chiodata la scuola,
fischia il ragazzo e trotta
verso casa; nel cuor se la figura
piccola calda scura
come il covo della marmotta.
Ma un tepore per te
o straniero, se autunno imbruna il prato,
dov'è?
Quando vedete le nespole piangete,
sono l'ultimo frutto dell'estate.

Guardi soletto là
fuggire sopra ognuno
dei vecchi tetti fumo
e tramontana.
Pure mestizia, se alcun dipana.
reca a un conforto, come un fil di lana.
Men triste va,chi va tra sè pensando
gremiti i focolari, anctichi inverni,
e gli va il vento di settembre accanto...
Quando vedete le nespole piangete,
sono l'ultimo frutto dell'estate.