Bando XIV ed.

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Giuria XIV ed.

 

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Comune di Camerino
Centro Studi Teatrali e Letterari Ugo Betti

Premio Ugo Betti per la drammaturgia XIV edizione
sotto l'alto Patronato del Presidente della Repubblica

Vincitore sezione "Drammaturgia"

OTELLO IL NIVURU DI MAZZARIA
di Francesco Randazzo (Roma)

Otello è un pescatore extracomunitario, un nero che si è perfettamente integrato a Mazara del Vallo, anzi "del Valium", diventando un'autorità cittadina incaricata di occuparsi degli emigrati clandestini che sbarcano a Lampedusa, da lui in segreto cucinati e inscatolati a puntino. La gelosia che scatena il tragicomico finale questa volta non ha per pomo della discordia Cassio ma Emilia, la moglie di Iago, accusata di rapporti omosessuali con Desdemona, mentre è proprio Iago, travestito spesso da donna, a fare frequenti e insistenti avances a Otello (motivo del resto già implicito in Shakespeare). Tra gambe tagliate e teste mozze in un crescendo volutamente inverosimile, il finale è in due tempi: nel primo, Otello e Iago la fanno franca, addossando i delitti ai soliti extracomunitari (nonostante la testimonianza della testa mozzata ma parlante di Desdemona); nel secondo finale, raccontato epicamente da Emilia, i due delinquenti hanno quello che si meritano: Otello è ucciso in carcere e Iago viene fatto fuori dalla stessa Emilia che getta l'asciugacapelli nella vasca da bagno. Questo testo, spudoratamente trash, che può dividere i lettori, è apprezzabile per il modo in cui riscrive e attualizza la tragedia del Moro, facendola precipitare in una spirale di eccessi truculenti-grand guignoleschi scopertamente inverosimili e volutamente intrisi di un gusto kitsch figlio del degenerato immaginario televisivo che ci circonda. Grazie anche a un dialetto siciliano molto lavorato teatralmente e di non difficile comprensibilità, capace di muoversi su più registri stilistici ed espressivi, e grazie soprattutto all'alternarsi sapiente di racconto e di dialoghi, il testo costruisce una drammaturgia che ammicca a più generi popolari e bassi, siciliani e non, dalle vastasate ai pupi, dal grand guignol, appunto, all'avanspettacolo, senza dimenticare gli spietati ritratti di una società allo sbando dei "cinici" film di Ciprì e Maresco e dei colorati musical nella Vucciria di Roberta Torre. Premio: Assegno di € 2.500, medaglia "Canemarino" realizzata dal M° Gino Marotta e pubblicazione dell'opera con la Bulzoni Editore.


Altobelli, Tian, Pasqui e il Sindaco

A destra: Francesco Randazzo

Segnalati:

KITSCH HAMLET
di Saverio La Ruina (Castovillari - CS)

Un Amleto che non si vede mai in versione meridionale, contemporanea, realistica. Amleto non parla, vuol vedere solo la madre, è fuori di testa da quando è andato a fare un "master" in Inghilterra. I suoi tre fratelli sono un campionario dei ventenni di oggi: rozzi, sbracati, violenti, ma anche mammisti e attaccati all'idea del decoro e dell'ordine familiare. La molla del testo sta nell'orrendo ma coerente ritratto dei tre portatori di violenza: è un ritratto che conosciamo.

Premio: Medaglia bettiana realizzata dal M° Gino Marotta.

L'ORCHESTRA DI BELZEC
di Franco Celenza (Paullo - MI)

Poetica ma realistica partitura teatrale, tra voci e musica, nel recupero della memoria collettiva del campo di sterminio nazista di Belzec tra il 1942 e il 1943. La ricerca di una "oggettività" del racconto, degli eventi tragici, si unisce alla toccante e cruda descrizione di ciò che accadde a uomini, donne e bambini, di chi cioè subì la tortura della segregazione, la tortura della camera a gas e la tortura della speranza. Lo scenario in cui si muovono vittime e carnefici mostra efficacemente la follia dell'odio e della guerra.

Premio: Medaglia bettiana realizzata dal M° Gino Marotta.

Altri finalisti:

PRESTO O TARDI di Anna Siccardi (Milano)

LA DONNA CHE RIDE di FABRIZIO BAJEC (Viterbo)

LA LUNA IN FONDO AL POZZO di TOMMASO SANTI (Prato)

Segnalazione sezione "Studi e ricerca"

Ugo Betti, NOVELLE EDITE E RARE
a cura di Alfredo Luzi (Porto San Giorgio - AP)

La Giuria desidera attribuire una segnalazione al volume "Ugo Betti, Novelle edite e rare" a cura di Alfredo Luzi con il contributo di Lia Fava Guzzetta, Carla Carotenuto e Massimo Fabrizi. Il riconoscimento è rivolto all'iniziativa editoriale (Metauro Edizioni) volta a recuperare e presentare in una pubblicazione organica tutti i testi (editi e inediti) di Ugo Betti con adeguato corredo critico e bibliografico.

Premio: Medaglia donata dalla Regione Marche.

Vincitrice sezione "Tesi di laurea":

"I TESTI ITALIANI PUBBLICATI SU ""SIPARIO"" (1946-1951)"
di CLELIA FASCE

Università degli studi di Genova
Facoltà di Lettere e Filosofia
Corso di Laurea in lettere Moderne

(Relatore prof. Franco Vazzoler)

La tesi della dott.ssa Clelia Fasce percorre e analizza i testi di alcuni autori pubblicati su "Sipario" dal 1946 al 1951, accompagnati da commenti critici ai testi e alle rappresentazioni. La scelta che l'autrice fa degli scrittori (letterati, drammaturghi, autori poco noti), la collocazione di ciascuno di loro nel contesto storico-culturale, la fortuna o l'insuccesso delle rappresentazioni, il rapporto non sempre facile tra teatro e letteratura, trovano nell'ampio capitolo dedicato a Ugo Betti una sintesi molto acuta e documentata, un autentico contributo critico a un ritratto dell'autore e dei suoi rapporti con la cultura e la società del tempo.

Premio: assegno di 1.500 euro e medaglia donata della Presidenza della Repubblica

Clelia Fasce


Franco Di Mare


Renzo Tian



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