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Comune di Camerino Premio
Ugo Betti per la drammaturgia XIV edizione Vincitore sezione "Drammaturgia"
OTELLO IL NIVURU DI MAZZARIA Otello è un pescatore extracomunitario, un nero che si è perfettamente integrato a Mazara del Vallo, anzi "del Valium", diventando un'autorità cittadina incaricata di occuparsi degli emigrati clandestini che sbarcano a Lampedusa, da lui in segreto cucinati e inscatolati a puntino. La gelosia che scatena il tragicomico finale questa volta non ha per pomo della discordia Cassio ma Emilia, la moglie di Iago, accusata di rapporti omosessuali con Desdemona, mentre è proprio Iago, travestito spesso da donna, a fare frequenti e insistenti avances a Otello (motivo del resto già implicito in Shakespeare). Tra gambe tagliate e teste mozze in un crescendo volutamente inverosimile, il finale è in due tempi: nel primo, Otello e Iago la fanno franca, addossando i delitti ai soliti extracomunitari (nonostante la testimonianza della testa mozzata ma parlante di Desdemona); nel secondo finale, raccontato epicamente da Emilia, i due delinquenti hanno quello che si meritano: Otello è ucciso in carcere e Iago viene fatto fuori dalla stessa Emilia che getta l'asciugacapelli nella vasca da bagno. Questo testo, spudoratamente trash, che può dividere i lettori, è apprezzabile per il modo in cui riscrive e attualizza la tragedia del Moro, facendola precipitare in una spirale di eccessi truculenti-grand guignoleschi scopertamente inverosimili e volutamente intrisi di un gusto kitsch figlio del degenerato immaginario televisivo che ci circonda. Grazie anche a un dialetto siciliano molto lavorato teatralmente e di non difficile comprensibilità, capace di muoversi su più registri stilistici ed espressivi, e grazie soprattutto all'alternarsi sapiente di racconto e di dialoghi, il testo costruisce una drammaturgia che ammicca a più generi popolari e bassi, siciliani e non, dalle vastasate ai pupi, dal grand guignol, appunto, all'avanspettacolo, senza dimenticare gli spietati ritratti di una società allo sbando dei "cinici" film di Ciprì e Maresco e dei colorati musical nella Vucciria di Roberta Torre. Premio: Assegno di € 2.500, medaglia "Canemarino" realizzata dal M° Gino Marotta e pubblicazione dell'opera con la Bulzoni Editore.
Segnalati:
KITSCH HAMLET Un Amleto che non si vede mai in versione meridionale, contemporanea, realistica. Amleto non parla, vuol vedere solo la madre, è fuori di testa da quando è andato a fare un "master" in Inghilterra. I suoi tre fratelli sono un campionario dei ventenni di oggi: rozzi, sbracati, violenti, ma anche mammisti e attaccati all'idea del decoro e dell'ordine familiare. La molla del testo sta nell'orrendo ma coerente ritratto dei tre portatori di violenza: è un ritratto che conosciamo. Premio: Medaglia bettiana realizzata dal M° Gino Marotta. L'ORCHESTRA
DI BELZEC Poetica ma realistica partitura teatrale, tra voci e musica, nel recupero della memoria collettiva del campo di sterminio nazista di Belzec tra il 1942 e il 1943. La ricerca di una "oggettività" del racconto, degli eventi tragici, si unisce alla toccante e cruda descrizione di ciò che accadde a uomini, donne e bambini, di chi cioè subì la tortura della segregazione, la tortura della camera a gas e la tortura della speranza. Lo scenario in cui si muovono vittime e carnefici mostra efficacemente la follia dell'odio e della guerra. Premio: Medaglia bettiana realizzata dal M° Gino Marotta. Altri finalisti:
PRESTO O TARDI di Anna Siccardi (Milano) LA LUNA IN FONDO AL POZZO di TOMMASO SANTI (Prato) Segnalazione sezione "Studi e ricerca"
Ugo Betti, NOVELLE EDITE E RARE La Giuria desidera attribuire una segnalazione al volume "Ugo Betti, Novelle edite e rare" a cura di Alfredo Luzi con il contributo di Lia Fava Guzzetta, Carla Carotenuto e Massimo Fabrizi. Il riconoscimento è rivolto all'iniziativa editoriale (Metauro Edizioni) volta a recuperare e presentare in una pubblicazione organica tutti i testi (editi e inediti) di Ugo Betti con adeguato corredo critico e bibliografico. Premio: Medaglia donata dalla Regione Marche. Vincitrice sezione "Tesi di laurea": "I
TESTI ITALIANI PUBBLICATI SU ""SIPARIO"" (1946-1951)" Università
degli studi di Genova La tesi della dott.ssa Clelia Fasce percorre e analizza i testi di alcuni autori pubblicati su "Sipario" dal 1946 al 1951, accompagnati da commenti critici ai testi e alle rappresentazioni. La scelta che l'autrice fa degli scrittori (letterati, drammaturghi, autori poco noti), la collocazione di ciascuno di loro nel contesto storico-culturale, la fortuna o l'insuccesso delle rappresentazioni, il rapporto non sempre facile tra teatro e letteratura, trovano nell'ampio capitolo dedicato a Ugo Betti una sintesi molto acuta e documentata, un autentico contributo critico a un ritratto dell'autore e dei suoi rapporti con la cultura e la società del tempo. Premio:
assegno di 1.500 euro e medaglia donata della Presidenza della Repubblica
Segreteria
organizzativa: Settore Affari Generali - Ufficio Cultura |
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