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Comune di Camerino Premio
Ugo Betti per la drammaturgia XIII edizione Vincitore sezione "Drammaturgia" L'EUROPA SI SALVA di Ubaldo Soddu (Roma) Motivazione: Un nonno, incerto tra funzione pedagogica e pulsioni morbose. Lola, sua nipote, inquieta e viziata femme fatale. In più, quattro strani animali - leone, gorilla, lince, struzzo - scappati dallo zoo in cerca di libertà, diretti dall'Africa al cuore dell'Europa, decisi a lottare contro l'egemonia dell'uomo bianco. Questa la partenza suggestiva di L'Europa si salva di Ubaldo Soddu, che la giuria della XIII edizione del Premio Ugo Betti, all'unanimità ha scelto quale testo vincitore. Copione eccentrico, insolito e coraggioso nella misura in cui privilegia l'apologo e la favola surreale-grottesca. I registri leggeri, lo sberleffo continuo, i colpi di scena spiazzanti e vertiginosi nella dialettica tra umano e animalesco, l'impaginazione a cartoon irridente, non tolgono alla commedia una singolare attualità rispetto alle tensioni etnico-religiose, alle minacce apocalittiche e militari, alle esplosioni dei movimenti no global, insomma all'orizzonte precario e conflittuale che incombe oggi sulla quotidianità e sulla vita privata di tutti. Inoltre, il gioco ironico e aereato delle battute, l'ambigua costruzione del personaggio sospeso tra simboli zoomorfi e velleità ideologiche, inscrivono la partitura in un'illustre tradizione drammaturgica nostrana che dalla antica memoria carnevalesca risale alle levità novecentesca di Sergio Tofano e, più recentemente, di Giuliano Scabia. Non mancano pointes che rimandano altresì alla foire antropologica e al versante europeo-orientale. Affidato a una messinscena qualificata quest'opera potrebbe rappresentare un evento nello stagnante panorama del nostro teatro.
Segnalati: BRESVOORT di Leonardo Rizzi (Casamassima BA) Motivazione: La segnalazione per Bresvoort giunge dopo un'attenta analisi della sua struttura. Bresvoort è un testo solido, dalla coerenza interna e dal ritmo drammaturgico apprezzabili. Si inserisce così nel solco della più interessante scrittura per la scena italiana contemporanea. Il lavoro gode anche del fascino dell'imperfezione, del non finito, della possibilità di un futuro che in ogni momento si presta a essere rimesso in discussione con consapevolezza. Con i suoi due personaggi che interagiscono sullo sfondo della guerra d'Africa, l'uno specchio dell'altro, l'uno ancora, proiezione del sentire altrui, il testo ci invita a giocare con le ombre, con le sensazioni del già vissuto, le nostre compagne quotidiane. Il mare, infine, luogo dell'azione. È un elemento i cui segreti l'autore, originario di Bari, dimostra di conoscere bene. In Bresvoort, anche se il mare è evidentemente un altro, ci sono tutte le pagine costitutive del suo Adriatico, questa affascinante lingua d'acqua che guarda a Oriente, verso la dimensione di un Altrove che ci appartiene, che è in ciascuno di noi. Premio: Medaglia bettiana realizzata da Gino Marotta. IL SOGNO DI PABLO di Tommaso Santi (Prato) Una guerra che forse non esiste, una famiglia devastata al suo interno dalle conseguenze del conflitto, una storia di adulterio destinata a concludersi con l'omicidio e la vendetta. Realtà o incubo del protagonista? Con abile, quanto intrigante, gioco di sovrapposizione tra diversi piani onirici, Il sogno di Pablo intreccia, con solidità d'impianto drammaturgico, diversi temi e generi. C'è la guerra, senza tempo e senza nome, usata come strumento di controllo sociale, c'è un potere di gusto orwelliano che si serve dei media per plasmare una realtà virtuale, c'è il melò che si consuma tra le mura domestiche e il noir onirico che avvolge tutta la struttura drammatica. Per il sapiente utilizzo di differenti registri e meccanismi drammaturgici, per i dialoghi serrati e di ben ritmata dicibilità scenica e per le atmosfere inquietanti, sempre in bilicotra realtà e finzione, la Giuria del premio Betti edizione 2003 ritiene Il sogno di Pablo meritevole di segnalazione. Premio: Medaglia bettiana realizzata da Gino Marotta. Altri finalisti:
EROTOMANIA di Eduardo Fiorito (Roma) Vincitrice sezione "Tesi di laurea":
Premio Ugo Betti alla carriera a GIULIA LAZZARINI Motivazione: Il Centro Studi Teatrali e Letterari Ugo Betti ha deliberato all'unanimità di assegnare all'attrice Giulia Lazzarini il Premio Betti alla carriera edizione 2003 per le sue grandi doti di interprete sensibile e particolarmente preparata sul piano culturale e professionale, doti che le hanno consentito nel corso della sua carriera di affrontare con risvolti psicologici moderni sia i grandi classici, sia i testi di importanti autori contemporanei. La signora Lazzarini è stata inoltre raffinata interprete di due produzioni televisive bettiane: Corruzione al Palazzo di Giustizia (Elena) del 1966, Una bella domenica di settembre del 1984.
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Segreteria
organizzativa: Settore Affari Generali - Ufficio Cultura |
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